Ena provèrbio pàsson emèra

Na pràma su lèo: na piàghi mìa khiatèra na stasì cuntènto, ce fòrtoso ta visàccia sa pezzènto

Una cosa ti dico: di prendere una ragazza ed essere contento, e carica le visacce come pezzente


Ena lòo cài tòssonna

Parte

In grico, in relazione al contesto, ci sono diversi modi per tradurre il termine “parte”:

Mìra :
frazione di una entità, porzione, ogni singola parte frutto di una divisione.

A’ mu nghìzi , telo puru evò ti mìra-mmu = se mi tocca, voglio anch’io la mia parte.

Mèra, mèro, merèa, merèo :
prevalentemente col significato, ma non soltanto, di frazione di un’entità geografica, quindi: lato, zona, contrata, nazione, ecc..

Jètti e guèrra es 'a merèa pu fonàzete Eritrèa = si fece la guerra in una zona che si chiama Eritrea

Catumerèa= parte di sotto.

Prakalò mi mu sìri 'o tànato lisària màla apù èrkete na me pàri st 'àddho merèo = prego la morte che non mi tiri grossi sassi quando verrà a portarmi sull' altra sponda.

Epìane es an mero es t’addho = andavano da una parte all’altra.

Sto mero tu pornù = al mattino (alla parte del mattino).

Sto mero tu punentu = verso ponente (alla parte del ponente).

Es tutta meri = da queste parti.

Etturtèa = da questa parte; ecirtèa = da quella parte.

Pùpeti = da nessuna parte, da qualche parte.

E' pirte mai pùpeti cio = Lui non è andato mai da nessuna parte.

E’ na stasì pùpeti = devastare da qualche parte.

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μέρος da un antico radicale Indoeuropeo *smer (in origine pensare a/ prendersi cura di qualcosa o qualcuno) indica “la parte“. Nel greco omerico μείρομαι (dalla stessa radice) significava propriamente “ricevere la propria parte” ovvero quanto a ciascuno è dovuto (spesso in contesti di guerra). Le Moire, entità cosmogoniche antichissime che personificano il destino immodificabile, vengono così chiamate proprio perché ad esse spetta il compito di assegnare a ciascun uomo la propria “parte” e dunque il destino, la durata della vita (simbolicamente rappresentata da un filo). Il termine espande successivamente il suo spettro semantico venendo impiegato in un greco più tardo in senso assai più generico, inteso come parte fisica e geografica di un luogo. Il toponimo Calimera è probabilmente composto attributivo di καλός + μέρος, ovvero la parte/ il luogo che è adatto o bello (possibilmente all’edificazione dell’abitato).

Vito Paolo De Pascalis



27/07/2021
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IL GRICO
Il grico è stata la lingua dei mie genitori.
Il grico è una lingua antica che ha radici nella Magnagrecia. Sicuramente è stata contaminata e rivitalizzata da successiva stratificazioni linguistiche in varie epoche, le ultime delle quali risalenti al periodo bizantino.
Il suo areale, che si estendeva per buona parte del centro e del basso Salento, ne sono testimoni vari toponimi tuttora presenti, è andato via via riducendosi fino a ridursi in appena sette piccoli centri situati nel cuore del Salento: Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano, Martano, Martignano, Sternatia e Zollino. A Melpignano e Soleto, normalmente menzionati facenti parte dell'area grecofona, già da tempo il grico è soltanto un ricordo delle persone più anziane. Anche negli altri centri la situazione è drammatica. Le nuove generazioni raramente comprendono il grico e ancor meno lo parlano.
Le cause che hanno portato a questa situazione sono molteplici. Il grico è riuscito a far fronte a varie pressioni esterne cedendo di fronte all'incalzare della scolarizzazione.
Di fronte a difficoltà di comunicazione tra insegnanti di lingua italiana e scolari, che il più delle volte parlano e capiscono solo grico, si crea nell'immaginario dell'epoca l'idea che il grico fosse divenuto un ostacolo allo sviluppo e alla crescita e comunque è, per il parlante grico, sinonimo di cafone o, quantomeno, arretrato culturalmente.
E, come se ci fosse stato un accordo generale, da quel momento in poi i genitori, anche se con presumibili difficoltà, smettono di parlare grico con i loro figli per insegnare loro il diletto romanzo. Si arrivava al paradosso quindi che nella stessa famiglia i figli maggiori fossero di madrelingua grica, ovvero comunicassero tra loro e con i genitori in grico, mentre i più piccoli si esprimevano in dialetto in quanto era quella la lingua insegnata loro.
Si sarebbe potuto fare qualcosa per arginare quella deriva? Si può fare qualcosa? certamente è cosa ardua, difficile, se non impossibile.
A poco sono servite le grida d'allarme lanciate a suo tempo da insigni studiosi, consci della grave perdita in termini di patrimonio linguistico e culturale che si andava consumando.
A poco son serviti i vari riconoscimenti del grico quale lingua minoritaria.
A poco son serviti e servono i continui e cospicui finanziamenti ricevuti da enti, consorzi e associazioni per la salvaguardia della lingua e della cultura grica.
E' mancato l'orgoglio e il senso di appartenenza ad una minoranza, la consapevolezza del valore e della ricchezza che ciò costituisce.
Son mancati sempre, soprattutto da parte delle classi dirigenti, la dovuta stima, la dovuta considerazione, anzi, anche se in maniera velata e neanche tanto, ha serpeggiato sempre una specie di derisione, uno snobbare costante che con grande probabilità ha incentivato quel senso di mortificazione e di inadeguatezza che i parlanti grico ormai da tempo si sentono addosso.
Cosa si può fare. Poco o niente.
E' possibile, tuttavia, far nascere un gruppo, un'associazione che abbia lo scopo di tramandare la lingua parlata? Un luogo fisico dove parlare grico e dove iniziare, quanti, soprattutto giovani, adolescenti vogliano condividere questa idea?
Si può fare? Per quanti ci credono questo sito è il luogo virtuale da cui iniziare a costruire qualcosa di concreto.

Questo lavoro.
Questo lavoro vuole essere una testimonianza di ciò che è il grico parlato. Le moderne tecnologie permettono di agevolarne l'ascolto seguendo visivamente, come nell'esempio a lato, l'ascolto del brano.
I brani all'interno sono corredati della traduzione in italiano a fronte ed è inoltre possibile mettere in pausa, riavviare, ma soprattutto è possibile riascoltare un rigo cliccandovi sopra.
I dialoghi possiedono un altro pregio, forniscono all'ascoltatore uno spaccato della vita di un tempo: usi, costumi, vicissitudini, relazioni e quant'altro.
I brani presenti fanno ferimento al grico di Martano, ovvero sono stati registrati a Martano. C'è comunque la massima disponibilità ad inserire registrazioni fatte negli altri paesi.
Sono inoltre presenti:
il vocabolario grico arricchito dei prestiti linguistici (normalmente dialettali) presenti nei brani,
tabelle grammaticali esemplificative,
tabella dei verbi con la possibilità di coniugazione nelle varie forme,
tabelle dei sostantivi e degli aggettivi con la possibilità di declinazione.

Siamo grati e ringraziamo quanti con i loro contributi, i loro suggerimenti, le loro segnalazioni vogliano contribuire a migliorare ed arricchire questo progetto.
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