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Acattàcia. Questo il nome grico delle diverse varietà di cardo selvatico per via delle copiose spine che caratterizzano la pianta (acatti  è il nome grico della spina).

Curdune è, invece, il nome dialettale  probabilmente per via delle notevoli dimensioni della pianta adulta.

Tutte le parti della pianta sono edibili,  radici, foglie, midollo del fusto e capolini ,

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tuttavia sono le foglie, debitamente spinate, che vengono usate prevalentemente in cucina.

Curiosità: dal Fusto del cardo selvatico  venivano ricavati i "suluvizzi", bastoncini che fungevano da asse per i "cànnuli" rocchetti da cui veniva dipana  la "stisa" ovvero i fili che costituivano l'ordito per la tessitura col telaio salentino.

 

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La pignata è una pentola di terracotta smaltata all'interno e nella parte superiore esterna. Ne esistono di varie capienze, da alcuni centinaia di grammi fino ad otre i due chilogrammi. Probabilmente non c'è  alimento che non si possa cuocere al suo interno.

La cottura avviene lentamente,  inoltre il  cibo sul fondo è  più freddo ed ha bisogno si essere periodicamente richiamato in alto con particolari movimenti. Negli  altri metodi  di cottura il cibo  sul fondo della pentla è più caldo  poiché si trova in  prossimità della fiamma.

Quello che è certo che i processi di cottura che avvengono al suo interno permettono fragranze e sapori difficilmente ottenibili con altri metodi.

 

 

 

 

 

 

 

 

I piselli secchi sono stati uno degli alimenti più comuni ed importanti nella dieta popolare del Salento. Venivano cotti in una pentola panciuta di forma cilindrica: la pignata.

Ingredienti: Piselli secchi, sale, olio.

Dosi: le dosi sono determinate dalla dimensione (capienza) della piganta. 1/2 kg è in genere sufficiente per circa per 3, 4 persone.

Preparazione: riempire la pignata di piselli secchi tenendola in posizione orizzontale; poco meno della metà in posizione verticale.

Versare i piselli insieme ad una manciata di sale in un recipiente pieno d'acqua , strofinare gli stessi col sale prima che si sciolga e tenerli a mollo per tre, quattro ore. Generalmente si mettono a mollo dalla sera prima.  Eliminare eventuali impurità ed i piselli che vengono a galla.

Cottura: rimettere i piselli nella pignata, riempire quest'ultima d'acqua, aggiungere il sale ed accostarla al fuoco. STA40454

Durante la cottura, è necessario rimestare di tanto in tanto, facendo risalire periodicamente verso l'alto i piselli che sono sul fondo. Per fare ciò bisogna imprimere alla pignata l'adeguato movimento, afferrandola per le due maniglie;

STA40456 poiché questa operazione diventa alquanto difficile se la pignata è molto pesante, per cuocere una quantità superiore al chilogrammo è consigliabile utilizzare due pignate.

È consigliabile inoltre far bollire separatamente dell'acqua in modo da poter rimboccare periodicamente la pignata .

 

A cottura avvenuta, dopo circa due, tre ore ore, impiattare, condire con abbondante olio d'oliva e servire.

 

piatto

Proverbio: li guai della pignata li sape la cucchiare ca li vota.

Quanto  fossero importanti i piselli secchi nella dieta  popolare lo si può dedurre da questo breve dialogo:

An addho zzukkàlin akho ... Un'altra pentola di piselli ...
Ruìttia, facì, pasùja, en ìkhe pasùja? Ceci, lenticchie, fagioli, fagioli non ce n'erano?
Eh, pasùja en ìkhe ankòra, Eh,fagioli, non c'erano ancora,
pasùja napulitàna ìrtan dòpu. i fagioli napoletani sono arrivati dopo.
Ma àkho ìone, Ma i piselli erano,
akho ìo cìo pu èstiaze tikanène. i piselli erano quelli che aggiustavano tutto.

Ascolta l'intero brano.