Rize Griche: il portale del grico ūüá¨ūüá∑
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo:
Presente
evòndìnno iovesto
es√Ļnd√¨nni(s)
cinondìnni
emìndìnnome
esindìnnete
cinindìnnune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòèndisaiovestii
es√Ļ√®ndise(s)
cinoèndise
emìndìsamo
esindìsato
cinindìsane
Imperfetto
evòèndinnaiovestivo
es√Ļ√®ndinne(s)
cinoèndinne
emìndìnnamo
esindìnnato
cinindìnnane

Trapassato
evòìkha ndìsontaio avevo vestito
es√Ļ√¨khe(s) nd√¨sonta
cinoìkhe ndìsontaegli ebbe vestito
emììkhamo ndìsonta
esiìkhato ndìsonta
ciniìkhane ndìsonta
Congiuntivo:
Presente
nandìso evòcheio vesta
nand√¨si(s) es√Ļ
nandìsi cino
nandìsome emì
nandìsete esi
nandìsune cini

Trapassato
kaevò ìkha ndìsontache io avessi vestito
kaes√Ļ √¨khe(s) nd√¨sonta
naìkhe ndìsonta cino
naìkhamo ndìsonta emì
naìkhato ndìsonta esi
na ìkhane ndìsonta cini
Imperfetto
naèndinna evòcheio vestissi
na√®ndinne(s) es√Ļ
naèndinne cino
nandìnnamo emì
nandìnnato esi
nandìnnane cini

Passato:
naìme|èkho ndimèna evò che io abbia vestito
na√¨se|√®khi(s) ndim√®na es√Ļ
naè(kh)i ndimèna cino
naìmesta|èkhome ndimèna emì
naìsesta|èkhete ndimèna esi
naèkhune ndimèna cini
Condizionale:
Imperativo:
Imperfetto
evòèndinnaiovestirei
es√Ļ√®ndinne(s)
cinoèndinne
emìndìnnamo
esindìnnato
cinindìnnane


Trapassato
evòìkha ndìsontaio avrei vestito
es√Ļ√¨khe(s) nd√¨sonta
cinoìkhe ndìsontaegli avrebbe vestito
emììkhamo ndìsonta
esiìkhato ndìsonta
ciniìkhane ndìsonta
imperativo:
nd√¨se es√Ļ vesti tu
asndìsi
ndìnnome
ndìsete
asndìsune

Gerundio:
Presente:
ndìnnontavestendo
Passato:
ndìsontaavendo vestito

Participio:
ndimènovestito

Passato prossimo:
ime | èkho ndimèna ho vestito

Infinito:
ndìsivestire



Forma Passiva

evòime ndimènoio sono vestito
evòìmona ndimènoioero vestito
evòìrta ndimènoio venni vestito
na ìme ndimèno evòcheio sia vestito
evòìme stammèna ndimènoiosono stato vestito
evòìkha stasònta ndimènoioero stato vestito


Note


Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
________________________________________________________
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi√Ļ significati verr√† coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi√Ļ usati di cui non √® possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi√Ļ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "d√¨ome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d√≤ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed√≤s-imo", ci√≤ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edos√¨mo , edosi..., na dos√≤, ..., dos√≤nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati pi√Ļ di un participio (es: mattemm√®no - masom√®no), in questi casi anche la flessione del primo termine √® in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p√Ļru ka c√¨no to √¨khe melet√¨sonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na √¨khe melet√¨sonta c√¨o! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: àmposo - àmpa - 'mpòse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermèo:
imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo:
imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito √® usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, √¨soza mini, s√≤zonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. √ą usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na p√¨ome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = prat√¨sete, apate apode!

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