Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòmblèvo - blèvo - vlèpo - vlèoioscorgo
esùmblèvi(s)
cinomblèvi
emìmblèvome
esimblèvete
cinimblèvune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòèmblefsaioscorsi
esùèmblefse(s)
cinoèmblefse
emìmblèfsamo
esimblèfsato
cinimblèfsane
Imperfetto
evòèmbleva - èvlepa - èvlevaioscorgevo
esùèmbleve(s)
cinoèmbleve
emìmblèvamo
esimblèvato
cinimblèvane

Trapassato
evòìkha mblèfsontaio avevo scorso
esùìkhe(s) mblèfsonta
cinoìkhe mblèfsontaegli ebbe scorso
emììkhamo mblèfsonta
esiìkhato mblèfsonta
ciniìkhane mblèfsonta
Congiuntivo
Presente
namblèfso evòcheio scorga
namblèfsi(s) esù
namblèfsi cino
namblèfsome emì
namblèfsete esi
namblèfsune cini

Trapassato
kaevò ìkha mblèfsontache io avessi scorso
kaesù ìkhe(s) mblèfsonta
naìkhe mblèfsonta cino
naìkhamo mblèfsonta emì
naìkhato mblèfsonta esi
na ìkhane mblèfsonta cini
Imperfetto
naèmbleva - èvlepa - èvleva evòcheio scorgessi
naèmbleve(s) esù
naèmbleve cino
namblèvamo emì
namblèvato esi
namblèvane cini

Passato
naìme|èkho mblemmèna evò che io abbia scorso
naìse|èkhi(s) mblemmèna esù
naè(kh)i mblemmèna cino
naìmesta|èkhome mblemmèna emì
naìsesta|èkhete mblemmèna esi
naèkhune mblemmèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòèmbleva - èvlepa - èvlevaioscorgerei
esùèmbleve(s)
cinoèmbleve
emìmblèvamo
esimblèvato
cinimblèvane


Trapassato
evòìkha mblèfsontaio avrei scorso
esùìkhe(s) mblèfsonta
cinoìkhe mblèfsontaegli avrebbe scorso
emììkhamo mblèfsonta
esiìkhato mblèfsonta
ciniìkhane mblèfsonta
Imperativo
mblèfse - vlèfse esù scorgi tu
asmblèfsi
mblèvome
mblèfsete
asmblèfsune

Gerundio
Presente
mblèvontascorgendo
passato
mblèfsontaavendo scorso

Participio
mblemmènoscorso

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho mblemmèna ho scorso

infinito
mblèfsiscorgere



Forma Passiva

evòime mblemmènoio sono scorso
evòìmona mblemmènoioero scorso
evòìrta mblemmènoio venni scorso
na ìme mblemmèno evòcheio sia scorso
evòìme stammèna mblemmènoiosono stato scorso
evòìkha stasònta mblemmènoioero stato scorso


Note


Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
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E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo", ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosìmo , edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio (es: mattemmèno - masomèno), in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: àmposo - àmpa - 'mpòse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermèo:
imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo:
imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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