Rize Griche: il portale del grico
I verbi: la coniugazione.




Deftera

23 MaÃŦu

2022
La flessione dei verbi grichi
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evōmisōioodio
esųmisā(s)
cinomisā
emėmisųme
esimisųte - āte
cinimisųne

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evōmėsisaioodiai
esųmėsise(s)
cinomėsise
emėmisėsamo
esimisėsato
cinimisėsane
Imperfetto
evōmėsona - oneioodiavo
esųmėsa(s)
cinomėsa
emėmisųsamo
esimisųsato
cinimisųsane

Trapassato
evōėkha misėsontaio avevo odiato
esųėkhe(s) misėsonta
cinoėkhe misėsontaegli ebbe odiato
emėėkhamo misėsonta
esiėkhato misėsonta
ciniėkhane misėsonta
Congiuntivo
Presente
namisėso evōcheio odii
namisėsi(s) esų
namisėsi cino
namisėsume emė
namisėsete esi
namisėsune cini

Trapassato
kaevō ėkha misėsontache io avessi odiato
kaesų ėkhe(s) misėsonta
naėkhe misėsonta cino
naėkhamo misėsonta emė
naėkhato misėsonta esi
na ėkhane misėsonta cini
Imperfetto
namėsona - one evōcheio odiassi
namėsa(s) esų
namėsa cino
namisųsamo emė
namisųsato esi
namisųsane cini

Passato
naėme|čkho misimčna evō che io abbia odiato
naėse|čkhi(s) misimčna esų
nač(kh)i misimčna cino
naėmesta|čkhome misimčna emė
naėsesta|čkhete misimčna esi
načkhune misimčna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evōmėsona - oneioodierei
esųmėsa(s)
cinomėsa
emėmisųsamo
esimisųsato
cinimisųsane


Trapassato
evōėkha misėsontaio avrei odiato
esųėkhe(s) misėsonta
cinoėkhe misėsontaegli avrebbe odiato
emėėkhamo misėsonta
esiėkhato misėsonta
ciniėkhane misėsonta
Imperativo
mėsiso esų odia tu
asmisėsi
misųme
misėsete
asmisėsune

Gerundio
Presente
misōntaodiando
passato
misėsontaavendo odiato

Participio
misimčnoodiato

Perfetto (passato prossimo)
ime | čkho misimčna ho odiato

infinito
misėsiodiare



Forma Passiva

evōime misimčnoio sono odiato
evōėmona misimčnoioero odiato
evōėrta misimčnoio venni odiato
na ėme misimčno evōcheio sia odiato
evōėme stammčna misimčnoiosono stato odiato
evōėkha stasōnta misimčnoioero stato odiato


Note


Nella costruzione del passivo si č usato il verbo essere (ėme), tranne che per il passato in cui č stato usato il verbo venire (črkome). Puō succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evō ėme vaftimčno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evō ėme vaftimčni = io sono battezzata (predicato nominale).
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E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarā nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pių significati verrā coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pių usati di cui non č possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianōnno con l'opzione "media" sarā coniugato sianōnnome;
oppure inserire direttamente "sianōnnome".
In alcuni casi č utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pių di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dėome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dōft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edōs-imo", ciō vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosėmo , edosi..., na dosō, ..., dosōnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epāo" viene coniugato "pāo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non č indicato, si tenga presente che č abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efōnasa - (e)fonāsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimčna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimčna.
- In alcuni casi vengono indicati pių di un participio (es: mattemmčno - masomčno), in questi casi anche la flessione del primo termine č in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmčna - masomčna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pųru ka cėno to ėkhe meletėsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ėkhe meletėsonta cėo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce č bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: āmposo - āmpa - 'mpōse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermčo:
imperativo: ferma; participio: fermāo;
latrčo:
imperativo: latra; participio: latrāo.

L'infinito č usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ėsoza mini, sōzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. Č usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pėome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretėsete, apate apode!

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