Le favole di Esopo

* O Giòve o alavò c’e alipùna


Giove la lepre e la volpe










Ogn’uno si deve contentar della sua sorte.
O alavò ce e alipùna pìrtane sto Giove na tu ghiurèfsune mia khari. E alipuna ìtele na ghettì lafrì cundu o alavò ce o alavò ìtele na ìane furbo cundu e alipuna.

La lepre e la volpe andarono da Giove per chiedergli un favore. La volpe voleva diventare veloce come la lepre, e la lepre voleva essere furba come la volpe.

O Giove apàntise: “Motti ghènnisa to cosmo khàrisa passo ftinò na prama diverso. Arte passonena enn’ane kharùmeno fse cio pu tu ènghise”. Giove rispose: “Quando ho creato il mondo, ho dato a ogni animale un dono diverso. Ora ognuno deve essere contento del dono che ha ricevuto.”