Le favole di Esopo

* O ciùri ce to petì


Il padre e il figlio










La favola significa, che gli uomini di cattiva natura, rarissime volte si possono levar da’ vizj per alcuna esortazione.
Ena ciuri èmponne to pedì na studièfsi ce na fichì ti’ strada attus vìziu. Tu mili fse posso ìane òria e virtù ce àscimo o vìzio. O pedì apàntise:

Un padre spingeva il suo figlio a dedicarsi agli studi e ad abbandonare i vizi. Cercava di convincerlo, parlandogli della bellezza della virtù e della bruttezza dei vizi. Il figlio rispose:

“Ja khari, mùttiso ciùri. Ime cumena tossu predicatùru na milìsune atti’ virtù ce e’ tèlisa mai na tos pistefso. E’ telo na pistefso mancu es esena, pu en ise mancu predicaturi”. “Per favore, taci padre mio. Ho già sentito molti predicatori parlare di virtù e non li ho mai creduto. Non voglio credere neanche a te, che non sei nemmeno un predicatore.”