Le favole di Esopo

* O contadino ce e Dea Cerere


Il contadino
e la Dea Cerere










La favola significa, che le piccole incommodità si vogliono ricompensare con l’utilità.
Ena contadino ghiùresfe sti Dea Cerere na cai n’afsisi to sitari dico-ttu senza astàcia, iu cini pu terìzane e’ cànnane cacò sta khèria.

Un contadino aveva chiesto alla dea Cerere che il suo grano crescesse senza spighe, così i lavoratori non si sarebbero fatti male alle mani quando lo raccoglievano.

E Dea t’òcame tutti’ khari. Ma depoi to sitari to fane olo ta puddhàcia, jatì senza astàcia en vasta plèo proteziùna.

La dea gli fece questo favore. Ma poi, il grano fu mangiato dai piccoli uccelli, perché senza le spighe non aveva più protezione.

Allora o contadino, pricomeno, ipe: “Ti òrrio prama pu ècama, ja mian adìa chèccia chèccia, èkhasa olo to sitari”.Allora il contadino, pentito, disse: “Che bel guadagno! Per una piccola comodità, ho perso tutto il raccolto.”