Le favole di Esopo

* O adìnato ce o messere


L’infermo
e il dottore










Quando si deve consigliare un amico, si deve farlo quando importa, perchè quando non importa, è un beffeggiarlo.
Ena adìnato pirte es ena messere na to jani, ma tuo in èbbiche lèggia, ce citton àntropon epèsane.

Un malato si rivolse a un medico per farsi curare, ma questi lo prese superficialmente, e quell’uomo morì.

Motti to pèrnane na to khòsune, o messere ipe: “An etuo en ìkhe pìonta tosso crasì ce an ìkhe mallàfsonta, en ìkhe pesànonta”.

Quando lo portavano a seppellire, il medico disse: “Se questo non avesse bevuto tanto vino e avesse fatto i clisteri, non sarebbe morto”.
Enas àntropo pu ton ìcuse ipe: “Utta pràmata ikhe na tu ta ikhè ponta motti endiàzatto, arte e’ felune plèo”.Un uomo che lo udì disse: “Queste cose avresti dovuto dirgliele quando erano utili. Adesso non servono più”.