Le favole di Esopo
Lettura di Antonio Costa

* E dio antropi


I due uomini:
l’avaro e l’invidioso








Che cosa è peggiore, che l’avarizia, e che più pazza che l’invidia? la quale, purchè ad altri nuoccia, male a se stessa desidera.
Ìkhe dio antropi: ena sittò ce t’addho nvidiùso. Oli ce dio pracalùsane to' Giòve. Tuo tos àrise ton Apollo na tos dochì cio pu ghiurèane, ma m’utti' condiziùna:

C’erano due uomini: uno avaro e uno invidioso. Entrambi pregavano Giove. Questi mandò Apollo per concedere loro ciò che chiedevano, ma a una condizione:

an ena eghiùre na’ prama, t’addho ikhe n’akhi to diplò. O nvidiùso ghiùrefse na tu guàli ena ammài, iu sto filo tu ta ìkhane guàlonta ola ce dio. se uno chiedeva una cosa, all’altro sarebbe toccato il doppio. L’invidioso allora chiese che gli fosse tolto un occhio, così al compagno sarebbero stati tolti entrambi.