Le favole di Esopo

* O tàvro ce o jàzzo


Il toro
e il montone








Moralità. Ad uno afflitto non si vuol dare più afflizione, perchè assai è misero, chi è misero.
Fèonta atto liùna, o tavro apàntise ena' jazzo pu to canoni ma t’ammàddia stravà. Donta tuo, o tavro, olo lissào, ipe:

Fuggendo dal leone, il toro incontrò un caprone che lo osservava con uno sguardo minaccioso. Accortosene, il toro, infastidito, disse:

“Evò e’ forìome to muso àscimo pu mu canni esù, ma to’ liùna. Andè ton ìkha ampì stes plae, gìa ikhe màsonta ti èrchete sto pì na vartì ambrò es ena' tavro.“Io non ho paura della brutta faccia che mi fai, ma del leone. Se non lo avessi alle spalle, avresti già imparato cosa significa trovarsi davanti a un toro”.