Le favole di Esopo

* O gàdaro ce o cigniàle


L’asino
e il cinghiale








La favola significa, che ci dovemo sforzare, quando udiamo cose, che ci dispiacciano, che non facciamo; nè diciamo cose indegne di noi perchè spesse volte li tristi, e scelereti si rallegrano quando gli uomini da bene resistono; ed estimano assai che cerchino vendicarsi di loro, e dobbiamo imitare i cavalli, che quando i cagnoli loro abbajano, gli disprezzano.
Mia forà ena gàdaro apàntise ena recco agricò ce ncìgnase na to avrisi. Allora o recco ipe: “Esù ise ena ftinò fse alìo prama, ce su ndiàzato mia calì lezziùna,

Una volta un asino incontrò un cinghiale e cominciò a ingiuriarlo. Allora il cinghiale disse: “Tu sei un animale da poco, e ti servirebbe una bella lezione,

ma evò e’ su canno tìpoti. Esù sozi culusisi na me avrisi, na pì passo prama, jatì, ja posso ise checci, evò en eccadevenno mai tosso acàu na cilistò ma sea”ma io non ti farò niente. Puoi continuare a ingiuriarmi, a dire qualsiasi cosa, perché, per quanto tu sia infimo, io non scenderò così in basso da sporcarmi con te”.