Le favole di Esopo

* E òrnisa ce to lisàri afse crusàfi


Il gallo
e la pietra preziosa










Per la pietra preziosa considera la sapienza, e per il Gallo considera l’uomo cattivo, perchè i cattivi non amano le virtù, nè sanno a che cosa s’adoprino.
O gaddho, scalìzonta apà sto cropo, ìvriche ena lisari crusafegno ce ipe: “A’ s’ukhe vrìconta o giochelliero ikhe ghettonta plùssio, jatì ikhe fsèronta posso khrizi.

Un gallo, razzolando nel letame, trovò un sasso d’oro e disse: “Se ti avesse trovato un gioielliere, sarebbe diventato ricco, perché avrebbe saputo quanto vali.

Ma es emena esù e’ ferni tìpoti, ce ja tuo cratenno ca en ìse tìpoti. Ikha tèlisonta na vrico càddhio a cocco crisari piri ola ta lisària crusafegna tu cosmu. Ma a me tu non porti niente, ed è per questo che ti ritengo un niente. Avrei preferito trovare un chicco d’orzo piuttosto che tutti i sassi d’oro del mondo”.