Le favole di Esopo

* O picurari ce to damma


Il pastore
e il leone








La favola è contra gli sfortunati.
Ena picurari ìkhe mian òria mandra vudìo ce, khàsonta a’ damali ce en efsèronta pleo ti ikhe na cai n’o vrichi , ècame damma u Giove ca, an ikhe vrìconta to clettarri tu damali, ja sacrificio, t’ùkhe fsàfsonta ena arnaci.

Un pastore aveva una bella mandria di buoi e, avendo perduto un vitello e non sapendo più cosa fare per trovarlo, fece voto a Giove che, se avesse scoperto il ladro, gli avrebbe sacrificato un agnello.

Pratonta, ide, alio pleon ambrò, ena liùna pu ìstinne ce t’oddre. Motti ide iu, emine ce, ghèrnota ta khèria stin anghera, ipe: “Giove, s’ukha canta damma fse ena arnaci an ikha vrìconta to clettari. Arte su canno damma fse ena tavro, a' ti canno na fio atta khèria-tu!".Camminando, vide poco più avanti un leone che stava mangiando proprio quel vitello. Quando vide ciò, si fermò e, alzando le mani al cielo, disse: “O Giove, ti avevo fatto voto di un agnello se avessi trovato il ladro. Ora ti faccio voto di un toro, se riesco a scampare alle sue fauci!”.