Le favole di Esopo

* E antròpi ce o cammello


Il cammello
e gli uomini








La favola dimostra, che le cose terribili si fanno con la consuetudine di poca stima.
Ti protinì forà pu e antropi ìdane to' cammello, donta posso ìane mea, èffiane. Alio cerò ce, donta posso ìane manzo, tu pìrtane cùcchia.

La prima volta che gli uomini videro il cammello, spaventati dalla sua grandezza, fuggirono. Passato poco tempo, e visto quanto fosse tranquillo, gli si avvicinarono.

Diàviche ceròn ancora ce, noìsonta ca en èbbianne mai lissa, ncignàsane n’on disprezzèfsune, tu vàlane ti' sarretta ce to dòcane n’o' pàrune ta pedìa.Passò ancora del tempo e, avendo capito che non si adirava mai, cominciarono a disprezzarlo, gli misero le briglie e lo affidarono ai ragazzi.