Le favole di Esopo

* O Giòve ce o mèrmico


Giove e
la formica








La favola dimostra, che quelli, che per natura son cattivi, se mutano stato non mutano costumi.
O mèrmico, mia forà, ìone a’ contadino pu, ja tìpoti cordomeno attes fatìe-ttu, ìbbie ce èffie to rukho tos addhò. O Giove, lìssao ja posso ìane sitto, ton àddhafse es tutto ftinùddhi.

La formica, una volta, era un contadino che, per niente soddisfatto delle proprie fatiche, andava a prendere la roba dei vicini. Giove, arrabbiato per quanto era tirchio, lo trasformò in questo animaletto.

Tuo, m’olo ca ikhe addhàfsonta to soma, en àddhafse ti’ fsikhì, ce pai clèfsonta ancora tes fatìe tos addhò ce tes crivinni.Questo, nonostante avesse mutato il corpo, non mutò lo spirito e continua a rubare le fatiche degli altri e a nasconderle.