Le favole di Esopo

* O lìco ce e pratìna


Il lupo
e la pecora








La favola significa un ribaldo, che con simulazione vuol tradire i semplici.
O lico, olo daccameno attus sciddhu, ìstiche mbejammeno cimesa, ce ìstiche poddhì fiàcco ce fsofa fse pina. Ide mia pratina ce tis ghiùrefse a spirì nerò, lèonta:

Il lupo, tutto morsicato dai cani, era disteso per terra, stava molto male e moriva di fame. Vide una pecora e le chiese un po’ d’acqua, dicendo:

“An esù mu ferni lio nerò, to fai to vrisco evò”. Cini, noìsonta to cacò ec’es sti fikhì-ttu, ipe: “An evò su dio to nerò, to fai-su ghènone evò”.“Se tu mi porti un po’ d’acqua, il mangiare lo trovo io”. Essa capì la malvagità della sua anima e rispose: “Se io ti do l’acqua, il tuo pasto diventerò io”.