Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Prassaě 3 Abblirěu 2020

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

evňrimodernčoiorimoderno
esůrimodernči(s)
cinorimodernči
eměrimodernčome
esirimodernčte
cinirimodernčune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

evňrimodčrnefsaiorimodernai
esůrimodčrnefse(s)
cinorimodčrnefse
eměrimodernčfsamo
esirimodernčfsato
cinirimodernčfsane

Imperfetto

evňrimodčrnona - oneiorimodernavo
esůrimodčrne(s)
cinorimodčrne
eměrimodernčamo
esirimodernčato
cinirimodernčane


Trapassato

evňěkha rimodernčfsontaio avevo rimodernato
esůěkhe(s) rimodernčfsonta
cinoěkhe rimodernčfsontaegli ebbe rimodernato
eměěkhamo rimodernčfsonta
esiěkhato rimodernčfsonta
ciniěkhane rimodernčfsonta
Modo Congiuntivo

Presente

narimodernčfso evňcheio rimoderni
narimodernčfsi(s) esů
narimodernčfsi cino
narimodernčfsome emě
narimodernčfsete esi
narimodernčfsune cini


Trapassato

kaevň ěkha rimodernčfsontache io avessi rimodernato
kaesů ěkhe(s) rimodernčfsonta
naěkhe rimodernčfsonta cino
naěkhamo rimodernčfsonta emě
naěkhato rimodernčfsonta esi
na ěkhane rimodernčfsonta cini

Imperfetto


narimodčrnona - one evňcheio rimodernassi
narimodčrne(s) esů
narimodčrne cino
narimodernčamo emě
narimodernčato esi
narimodernčane cini

Passato

naěme|čkho rimodernŕ(t)a evň che io abbia rimodernato
naěse|čkhi(s) rimodernŕ(t)a esů
nač(kh)i rimodernŕ(t)a cino
naěmesta|čkhome rimodernŕ(t)a emě
naěsesta|čkhete rimodernŕ(t)a esi
načkhune rimodernŕ(t)a cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

evňrimodčrnona - oneiorimodernerei
esůrimodčrne(s)
cinorimodčrne
eměrimodernčamo
esirimodernčato
cinirimodernčato


Trapassato

evňěkha rimodernčfsontaio avrei rimodernato
esůěkhe(s) rimodernčfsonta
cinoěkhe rimodernčfsontaegli avrebbe rimodernato
eměěkhamo rimodernčfsonta
esiěkhato rimodernčfsonta
ciniěkhane rimodernčfsonta

Presente

rimodčrnarimodčrnefso esů rimoderna tu
asrimodernčfsi
rimodernčome
rimodernčfsete
asrimodernčfsune


Gerundio
Presente
rimodernčontarimodernando
passato
rimodernčfsontaavendo rimodernato
Participio
rimodernŕ(t)orimodernato
Perfetto (passato prossimo)
ime | čkho rimodernŕ(t)a ho rimodernato
infinito
rimodernčfsirimodernare
Forma Passiva

evňime rimodernŕ(t)oio sono rimodernato
evňěmona rimodernŕ(t)oioero rimodernato
evňěrta rimodernŕ(t)oio venni rimodernato
na ěme rimodernŕ(t)o evňcheio sia rimodernato
evňěme stammčna rimodernŕ(t)oiosono stato rimodernato
evňěkha stasňnta rimodernŕ(t)oioero stato rimodernato

Nella costruzione del passivo si č usato il verbo essere (ěme), tranne che per il passato in cui č stato usato il verbo venire (črkome). Puň succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evň ěme vaftimčno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evň ěme vaftimčni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note: Sebbene al participio č possibile la forma rimodernomčno o rimodernemmčno la forma normalmente usata č rimodernŕ(t)o
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarŕ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha piů significati verrŕ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non piů usati di cui non č possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sianňnno" e selezionando l'opzione "media", sarŕ coniugato sianňnnome;
oppure inserire direttamente "sianňnnome".
In alcuni casi č utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata piů di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "děome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dňft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edňs-imo", ciň vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosěmo , edosi..., na dosň, ..., dosňnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epŕo" viene coniugato "pŕo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non č indicato, si tenga presente che č abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efňnasa - (e)fonŕsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimčna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimčna.
- In alcuni casi vengono indicati piů di un participio (es: mattemmčno - masomčno), in questi casi anche la flessione del primo termine č in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmčna - masomčna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: půru ka cěno to ěkhe meletěsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ěkhe meletěsonta cěo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce č bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: ŕmposo - ŕmpa - 'mpňse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermčo:
imperativo: ferma; participio: fermŕo;
latrčo:
imperativo: latra; participio: latrŕo.

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