Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòpreparèoiopreparo
esùpreparèi(s)
cinopreparèi
emìpreparèome
esipreparète
cinipreparèune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòprepàrefsaiopreparai
esùprepàrefse(s)
cinoprepàrefse
emìpreparèfsamo
esipreparèfsato
cinipreparèfsane
Imperfetto
evòprepàrona - oneiopreparavo
esùprepàre(s)
cinoprepàre
emìpreparèamo
esipreparèato
cinipreparèane

Trapassato
evòìkha preparèfsontaioavevo preparato
esùìkhe(s) preparèfsonta
cinoìkhe preparèfsontaegliebbe preparato
emììkhamo preparèfsonta
esiìkhato preparèfsonta
ciniìkhane preparèfsonta
Congiuntivo
Presente
napreparèfso evòcheio prepari
napreparèfsi(s) esù
napreparèfsi cino
napreparèfsome emì
napreparèfsete esi
napreparèfsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha preparèfsontacheio avessi preparato
kaesù ìkhe(s) preparèfsonta
naìkhe preparèfsonta cino
naìkhamo preparèfsonta emì
naìkhato preparèfsonta esi
naìkhane preparèfsonta cini
Imperfetto
naprepàrona - one evòcheio preparassi
naprepàre(s) esù
naprepàre cino
napreparèamo emì
napreparèato esi
napreparèane cini

Passato
naìme|èkho preparà(t)a evò che io abbia preparato
naìse|èkhi(s) preparà(t)a esù
naè(kh)i preparà(t)a cino
naìmesta|èkhome preparà(t)a emì
naìsesta|èkhete preparà(t)a esi
naèkhune preparà(t)a cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòprepàrona - oneiopreparerei
esùprepàre(s)
cinoprepàre
emìpreparèamo
esipreparèato
cinipreparèane


Trapassato
evòìkha preparèfsontaioavrei preparato
esùìkhe(s) preparèfsonta
cinoìkhe preparèfsontaegliavrebbe preparato
emììkhamo preparèfsonta
esiìkhato preparèfsonta
ciniìkhane preparèfsonta
Imperativo
prepàraprepàrefso esùpreparatu
aspreparèfsi
preparèome
preparèfsete
aspreparèfsune
Gerundio
Presente
preparèontapreparando
passato
preparèfsontaavendo preparato

Participio
preparà(t)opreparato

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho preparà(t)aho preparato

infinito
preparèfsipreparare



Forma Passiva

evòime preparà(t)oiosono preparato
evòìmona preparà(t)oioero preparato
evòìrta preparà(t)oiovenni preparato
naìme preparà(t)o evòcheio sia preparato
evòìme stammèna preparà(t)oiosono stato preparato
evòìkha stasònta preparà(t)oioero stato preparato


Note

Per alcuni verbi grichi, oltre al significato principale, esistono accezioni secondarie che però non si applicano a tutte le forme della coniugazione; alcune voci verbali possono quindi risultare non pertinenti o semanticamente improprie.
____________________________________________________

Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
____________________________________________________Sebbene al participio sia possibile la forma preparomèno o preparemmèno, la forma normalmente usata è preparà(t)o
È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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