Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Prassaý 7 Agustu 2020

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

ev˛apl˛nnoiodistendo
es¨apl˛nni(s)
cinoapl˛nni
emýapl˛nnome
esiapl˛nnete
ciniapl˛nnune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

ev˛Óplosa - Ŕbblosaiodistesi
es¨Óplose(s)
cinoÓplose
emýapl˛samo
esiapl˛sato
ciniapl˛sane

Imperfetto

ev˛Óplonnaiodistendevo
es¨Óplonne(s)
cinoÓplonne
emýapl˛nnamo
esiapl˛nnato
ciniapl˛nnane


Trapassato

ev˛ýkha apl˛sontaio avevo disteso
es¨ýkhe(s) apl˛sonta
cinoýkhe apl˛sontaegli ebbe disteso
emýýkhamo apl˛sonta
esiýkhato apl˛sonta
ciniýkhane apl˛sonta
Modo Congiuntivo

Presente

naapl˛so ev˛cheio distenda
naapl˛si(s) es¨
naapl˛si cino
naapl˛some emý
naapl˛sete esi
naapl˛sune cini


Trapassato

kaev˛ ýkha apl˛sontache io avessi disteso
kaes¨ ýkhe(s) apl˛sonta
naýkhe apl˛sonta cino
naýkhamo apl˛sonta emý
naýkhato apl˛sonta esi
na ýkhane apl˛sonta cini

Imperfetto


naÓplonna ev˛cheio distendessi
naÓplonne(s) es¨
naÓplonne cino
naapl˛nnamo emý
naapl˛nnato esi
naapl˛nnane cini

Passato

naýme|Ŕkho aplomŔna ev˛ che io abbia disteso
naýse|Ŕkhi(s) aplomŔna es¨
naŔ(kh)i aplomŔna cino
naýmesta|Ŕkhome aplomŔna emý
naýsesta|Ŕkhete aplomŔna esi
naŔkhune aplomŔna cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

ev˛Óplonnaiodistenderei
es¨Óplonne(s)
cinoÓplonne
emýapl˛nnamo
esiapl˛nnato
ciniapl˛nnato


Trapassato

ev˛ýkha apl˛sontaio avrei disteso
es¨ýkhe(s) apl˛sonta
cinoýkhe apl˛sontaegli avrebbe disteso
emýýkhamo apl˛sonta
esiýkhato apl˛sonta
ciniýkhane apl˛sonta

Presente

Óploso - Óbbloso es¨ distendi tu
asapl˛si
apl˛nnome
apl˛sete
asapl˛sune


Gerundio
Presente
apl˛nnontadistendendo
passato
apl˛sontaavendo disteso
Participio
aplomŔnodisteso
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ŕkho aplomŔna ho disteso
infinito
apl˛sidistendere
Forma Passiva

ev˛ime aplomŔnoio sono disteso
ev˛ýmona aplomŔnoioero disteso
ev˛ýrta aplomŔnoio venni disteso
na ýme aplomŔno ev˛cheio sia disteso
ev˛ýme stammŔna aplomŔnoiosono stato disteso
ev˛ýkha stas˛nta aplomŔnoioero stato disteso

Nella costruzione del passivo si Ŕ usato il verbo essere (ýme), tranne che per il passato in cui Ŕ stato usato il verbo venire (Ŕrkome). Pu˛ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: ev˛ ýme vaftimŔno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); ev˛ ýme vaftimŔni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note:
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarÓ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi¨ significati verrÓ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi¨ usati di cui non Ŕ possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sian˛nno" e selezionando l'opzione "media", sarÓ coniugato sian˛nnome;
oppure inserire direttamente "sian˛nnome".
In alcuni casi Ŕ utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi¨ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dýome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d˛ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed˛s-imo", ci˛ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosýmo , edosi..., na dos˛, ..., dos˛nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epÓo" viene coniugato "pÓo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ŕ indicato, si tenga presente che Ŕ abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: ef˛nasa - (e)fonÓsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŔna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŔna.
- In alcuni casi vengono indicati pi¨ di un participio (es: mattemmŔno - masomŔno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ŕ in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŔna - masomŔna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p¨ru ka cýno to ýkhe meletýsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ýkhe meletýsonta cýo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ŕ bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: Ómposo - Ómpa - 'mp˛se

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŔo:
imperativo: ferma; participio: fermÓo;
latrŔo:
imperativo: latra; participio: latrÓo.

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