Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Prassaý 25 Settembrýu 2020

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

ev˛accekŔoioacceco
es¨accekŔi(s)
cinoaccekŔi
emýaccekŔome
esiaccekŔte
ciniaccekŔune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

ev˛accŔkefsaioaccecai
es¨accŔkefse(s)
cinoaccŔkefse
emýaccekŔfsamo
esiaccekŔfsato
ciniaccekŔfsane

Imperfetto

ev˛accŔkonaioaccecavo
es¨accŔke(s)
cinoaccŔke
emýaccekŔamo
esiaccekŔato
ciniaccekŔane


Trapassato

ev˛ýkha accekŔfsontaio avevo accecato
es¨ýkhe(s) accekŔfsonta
cinoýkhe accekŔfsontaegli ebbe accecato
emýýkhamo accekŔfsonta
esiýkhato accekŔfsonta
ciniýkhane accekŔfsonta
Modo Congiuntivo

Presente

naaccekŔfso ev˛cheio accechi
naaccekŔfsi(s) es¨
naaccekŔfsi cino
naaccekŔfsome emý
naaccekŔfsete esi
naaccekŔfsune cini


Trapassato

kaev˛ ýkha accekŔfsontache io avessi accecato
kaes¨ ýkhe(s) accekŔfsonta
naýkhe accekŔfsonta cino
naýkhamo accekŔfsonta emý
naýkhato accekŔfsonta esi
na ýkhane accekŔfsonta cini

Imperfetto


naaccŔkona ev˛cheio accecassi
naaccŔke(s) es¨
naaccŔke cino
naaccekŔamo emý
naaccekŔato esi
naaccekŔane cini

Passato

naýme|Ŕkho accekÓ(t)a ev˛ che io abbia accecato
naýse|Ŕkhi(s) accekÓ(t)a es¨
naŔ(kh)i accekÓ(t)a cino
naýmesta|Ŕkhome accekÓ(t)a emý
naýsesta|Ŕkhete accekÓ(t)a esi
naŔkhune accekÓ(t)a cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

ev˛accŔkonaioaccecherei
es¨accŔke(s)
cinoaccŔke
emýaccekŔamo
esiaccekŔato
ciniaccekŔato


Trapassato

ev˛ýkha accekŔfsontaio avrei accecato
es¨ýkhe(s) accekŔfsonta
cinoýkhe accekŔfsontaegli avrebbe accecato
emýýkhamo accekŔfsonta
esiýkhato accekŔfsonta
ciniýkhane accekŔfsonta

Presente

accŔkaaccŔkefso es¨ acceca tu
asaccekŔfsi
accekŔome
accekŔfsete
asaccekŔfsune


Gerundio
Presente
accekŔontaaccecando
passato
accekŔfsontaavendo accecato
Participio
accekÓ(t)oaccecato
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ŕkho accekÓ(t)a ho accecato
infinito
accekŔfsiaccecare
Forma Passiva

ev˛ime accekÓ(t)oio sono accecato
ev˛ýmona accekÓ(t)oioero accecato
ev˛ýrta accekÓ(t)oio venni accecato
na ýme accekÓ(t)o ev˛cheio sia accecato
ev˛ýme stammŔna accekÓ(t)oiosono stato accecato
ev˛ýkha stas˛nta accekÓ(t)oioero stato accecato

Nella costruzione del passivo si Ŕ usato il verbo essere (ýme), tranne che per il passato in cui Ŕ stato usato il verbo venire (Ŕrkome). Pu˛ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: ev˛ ýme vaftimŔno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); ev˛ ýme vaftimŔni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note: Sebbene al participio si potrebbe usare la forma accekiomŔno o accekemmŔno, la forma normalmente usata Ŕ accekiÓ(t)o. Verbo che generalmente ha l'imperativo in "a": accŔka

E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarÓ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi¨ significati verrÓ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi¨ usati di cui non Ŕ possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sian˛nno" e selezionando l'opzione "media", sarÓ coniugato sian˛nnome;
oppure inserire direttamente "sian˛nnome".
In alcuni casi Ŕ utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi¨ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dýome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d˛ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed˛s-imo", ci˛ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosýmo , edosi..., na dos˛, ..., dos˛nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epÓo" viene coniugato "pÓo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ŕ indicato, si tenga presente che Ŕ abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: ef˛nasa - (e)fonÓsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŔna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŔna.
- In alcuni casi vengono indicati pi¨ di un participio (es: mattemmŔno - masomŔno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ŕ in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŔna - masomŔna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p¨ru ka cýno to ýkhe meletýsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ýkhe meletýsonta cýo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ŕ bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: Ómposo - Ómpa - 'mp˛se

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŔo:
imperativo: ferma; participio: fermÓo;
latrŔo:
imperativo: latra; participio: latrÓo.

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