Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evònomàzoiodenomino
esùnomàzi(s)
cinonomàzi
emìnomàzome
esinomàzete
cininomàzune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evònòmasaiodenominai
esùnòmase(s)
cinonòmase
emìnomàsamo
esinomàsato
cininomàsane
Imperfetto
evònòmazaiodenominavo
esùnòmaze(s)
cinonòmaze
emìnomàzamo
esinomàzato
cininomàzane

Trapassato
evòìkha nomàsontaioavevo denominato
esùìkhe(s) nomàsonta
cinoìkhe nomàsontaegliebbe denominato
emììkhamo nomàsonta
esiìkhato nomàsonta
ciniìkhane nomàsonta
Congiuntivo
Presente
nanomàso evòcheio denomini
nanomàsi(s) esù
nanomàsi cino
nanomàsome emì
nanomàsete esi
nanomàsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha nomàsontacheio avessi denominato
kaesù ìkhe(s) nomàsonta
naìkhe nomàsonta cino
naìkhamo nomàsonta emì
naìkhato nomàsonta esi
naìkhane nomàsonta cini
Imperfetto
nanòmaza evòcheio denominassi
nanòmaze(s) esù
nanòmaze cino
nanomàzamo emì
nanomàzato esi
nanomàzane cini

Passato
naìme|èkho nomammèna evò che io abbia denominato
naìse|èkhi(s) nomammèna esù
naè(kh)i nomammèna cino
naìmesta|èkhome nomammèna emì
naìsesta|èkhete nomammèna esi
naèkhune nomammèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evònòmazaiodenominerei
esùnòmaze(s)
cinonòmaze
emìnomàzamo
esinomàzato
cininomàzane


Trapassato
evòìkha nomàsontaioavrei denominato
esùìkhe(s) nomàsonta
cinoìkhe nomàsontaegliavrebbe denominato
emììkhamo nomàsonta
esiìkhato nomàsonta
ciniìkhane nomàsonta
Imperativo
nòmaso esùdenominatu
asnomàsi
nomàzome
nomàsete
asnomàsune
Gerundio
Presente
nomàzontadenominando
passato
nomàsontaavendo denominato

Participio
nomammènodenominato

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho nomammènaho denominato

infinito
nomàsidenominare



Forma Passiva

evòime nomammènoiosono denominato
evòìmona nomammènoioero denominato
evòìrta nomammènoiovenni denominato
naìme nomammèno evòcheio sia denominato
evòìme stammèna nomammènoiosono stato denominato
evòìkha stasònta nomammènoioero stato denominato


Note

Per alcuni verbi grichi, oltre al significato principale, esistono accezioni secondarie che però non si applicano a tutte le forme della coniugazione; alcune voci verbali possono quindi risultare non pertinenti o semanticamente improprie.
____________________________________________________

Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
____________________________________________________
È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

2012-2026
© www.rizegrike.com