Rize Griche: il portale del grico
I verbi: la coniugazione.




Tetradi

5 Ottobr├Ču

2022
La flessione dei verbi grichi
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
ev˛jun˛nnoiospoglio
es¨jun˛nni(s)
cinojun˛nni
emýjun˛nnome
esijun˛nnete
cinijun˛nnune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
ev˛j¨nosaiospogliai
es¨j¨nose(s)
cinoj¨nose
emýjun˛samo
esijun˛sato
cinijun˛sane
Imperfetto
ev˛j¨nonnaiospogliavo
es¨j¨nonne(s)
cinoj¨nonne
emýjun˛nnamo
esijun˛nnato
cinijun˛nnane

Trapassato
ev˛ýkha jun˛sontaio avevo spogliato
es¨ýkhe(s) jun˛sonta
cinoýkhe jun˛sontaegli ebbe spogliato
emýýkhamo jun˛sonta
esiýkhato jun˛sonta
ciniýkhane jun˛sonta
Congiuntivo
Presente
najun˛so ev˛cheio spogli
najun˛si(s) es¨
najun˛si cino
najun˛some emý
najun˛sete esi
najun˛sune cini

Trapassato
kaev˛ ýkha jun˛sontache io avessi spogliato
kaes¨ ýkhe(s) jun˛sonta
naýkhe jun˛sonta cino
naýkhamo jun˛sonta emý
naýkhato jun˛sonta esi
na ýkhane jun˛sonta cini
Imperfetto
naj¨nonna ev˛cheio spogliassi
naj¨nonne(s) es¨
naj¨nonne cino
najun˛nnamo emý
najun˛nnato esi
najun˛nnane cini

Passato
naýme|Ŕkho junomŔna ev˛ che io abbia spogliato
naýse|Ŕkhi(s) junomŔna es¨
naŔ(kh)i junomŔna cino
naýmesta|Ŕkhome junomŔna emý
naýsesta|Ŕkhete junomŔna esi
naŔkhune junomŔna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
ev˛j¨nonnaiospoglerei
es¨j¨nonne(s)
cinoj¨nonne
emýjun˛nnamo
esijun˛nnato
cinijun˛nnane


Trapassato
ev˛ýkha jun˛sontaio avrei spogliato
es¨ýkhe(s) jun˛sonta
cinoýkhe jun˛sontaegli avrebbe spogliato
emýýkhamo jun˛sonta
esiýkhato jun˛sonta
ciniýkhane jun˛sonta
Imperativo
j¨noso es¨ spoglia tu
asjun˛si
jun˛nnome
jun˛sete
asjun˛sune

Gerundio
Presente
jun˛nnontaspogliando
passato
jun˛sontaavendo spogliato

Participio
junomŔnospogliato

Perfetto (passato prossimo)
ime | Ŕkho junomŔna ho spogliato

infinito
jun˛sispogliare



Forma Passiva

ev˛ime junomŔnoio sono spogliato
ev˛ýmona junomŔnoioero spogliato
ev˛ýrta junomŔnoio venni spogliato
na ýme junomŔno ev˛cheio sia spogliato
ev˛ýme stammŔna junomŔnoiosono stato spogliato
ev˛ýkha stas˛nta junomŔnoioero stato spogliato


Note


Nella costruzione del passivo si Ŕ usato il verbo essere (ýme), tranne che per il passato in cui Ŕ stato usato il verbo venire (Ŕrkome). Pu˛ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: ev˛ ýme vaftimŔno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); ev˛ ýme vaftimŔni = io sono battezzata (predicato nominale).
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E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarÓ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha pi¨ significati verrÓ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non pi¨ usati di cui non Ŕ possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sian˛nno con l'opzione "media" sarÓ coniugato sian˛nnome;
oppure inserire direttamente "sian˛nnome".
In alcuni casi Ŕ utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata pi¨ di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dýome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "d˛ft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "ed˛s-imo", ci˛ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosýmo , edosi..., na dos˛, ..., dos˛nta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epÓo" viene coniugato "pÓo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ŕ indicato, si tenga presente che Ŕ abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: ef˛nasa - (e)fonÓsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŔna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŔna.
- In alcuni casi vengono indicati pi¨ di un participio (es: mattemmŔno - masomŔno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ŕ in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŔna - masomŔna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: p¨ru ka cýno to ýkhe meletýsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ýkhe meletýsonta cýo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ŕ bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: Ómposo - Ómpa - 'mp˛se

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŔo:
imperativo: ferma; participio: fermÓo;
latrŔo:
imperativo: latra; participio: latrÓo.

L'infinito Ŕ usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ýsoza mini, s˛zonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. ╚ usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pýome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretýsete, apate apode!

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