Rize Griche: il portale del grico 🇬🇷
I verbi: la coniugazione.

La flessione dei verbi grichi

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòfilàssoiocustodisco
esùfilàssi(s)
cinofilàssi
emìfilàssome
esifilàssete
cinifilàssune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòfìlafsaiocustodii
esùfìlafse(s)
cinofìlafse
emìfilàfsamo
esifilàfsato
cinifilàfsane
Imperfetto
evòfìlassaiocustodivo
esùfìlasse(s)
cinofìlasse
emìfilàssamo
esifilàssato
cinifilàssane

Trapassato
evòìkha filàfsontaioavevo custodito
esùìkhe(s) filàfsonta
cinoìkhe filàfsontaegliebbe custodito
emììkhamo filàfsonta
esiìkhato filàfsonta
ciniìkhane filàfsonta
Congiuntivo
Presente
nafilàfso evòcheio custodisca
nafilàfsi(s) esù
nafilàfsi cino
nafilàfsome emì
nafilàfsete esi
nafilàfsune cini

Trapassato
*kaevò ìkha filàfsontacheio avessi custodito
kaesù ìkhe(s) filàfsonta
naìkhe filàfsonta cino
naìkhamo filàfsonta emì
naìkhato filàfsonta esi
naìkhane filàfsonta cini
Imperfetto
nafìlassa evòcheio custodissi
nafìlasse(s) esù
nafìlasse cino
nafilàssamo emì
nafilàssato esi
nafilàssane cini

Passato
naìme|èkho filammèna evò che io abbia custodito
naìse|èkhi(s) filammèna esù
naè(kh)i filammèna cino
naìmesta|èkhome filammèna emì
naìsesta|èkhete filammèna esi
naèkhune filammèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòfìlassaiocustodirei
esùfìlasse(s)
cinofìlasse
emìfilàssamo
esifilàssato
cinifilàssane


Trapassato
evòìkha filàfsontaioavrei custodito
esùìkhe(s) filàfsonta
cinoìkhe filàfsontaegliavrebbe custodito
emììkhamo filàfsonta
esiìkhato filàfsonta
ciniìkhane filàfsonta
Imperativo
fìlafso esùcustodiscitu
asfilàfsi
filàssome
filàfsete
asfilàfsune
Gerundio
Presente
filàssontacustodendo
passato
filàfsontaavendo custodito

Participio
filammènocustodito

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho filammènaho custodito

infinito
filàfsicustodire



Forma Passiva

evòime filammènoiosono custodito
evòìmona filammènoioero custodito
evòìrta filammènoiovenni custodito
naìme filammèno evòcheio sia custodito
evòìme stammèna filammènoiosono stato custodito
evòìkha stasònta filammènoioero stato custodito


Note

Per alcuni verbi grichi, oltre al significato principale, esistono accezioni secondarie che però non si applicano a tutte le forme della coniugazione; alcune voci verbali possono quindi risultare non pertinenti o semanticamente improprie.
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Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
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È possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi; in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati, di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugate per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non indicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione. Per esempio: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo"; ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno all'aoristo ammettono come radice, oltre a "doft", anche "dos": edosìmo, edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es.: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento, in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo, soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es.: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es.: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio, es.: mattemmèno - masomèno; in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es.: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

*Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na". Es.: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto/studiato lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisillaba di regola esce in "e"; non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es.: àmposo - àmpa - 'mpòse.

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche grichi, prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es.:
fermèo: imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo: imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere), rarissimamente con il verbo telo. Es.: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es.: to fai guaddhi o guai = il mangiare toglie i guai.
Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es.: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu.
Per l'infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es.: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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