Rize Griche: il portale del grico
I verbi: la coniugazione.




Tetradi

7 Decembrìu

2022
La flessione dei verbi grichi
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Indicativo
Presente
evòsfìngoioserro
esùsfìnghi(s)
cinosfìnghi
emìsfìngome
esisfìnghete
cinisfìngune

Aoristo (passato prossimo e remoto)
evòèsfissaioserrai
esùèsfisse(s)
cinoèsfisse
emìsfìssamo
esisfìssato
cinisfìssane
Imperfetto
evòèsfingaioserravo
esùèsfinghe(s)
cinoèsfinghe
emìsfìngamo
esisfìngato
cinisfìngane

Trapassato
evòìkha sfìssontaio avevo serrato
esùìkhe(s) sfìssonta
cinoìkhe sfìssontaegli ebbe serrato
emììkhamo sfìssonta
esiìkhato sfìssonta
ciniìkhane sfìssonta
Congiuntivo
Presente
nasfìsso evòcheio serri
nasfìssi(s) esù
nasfìssi cino
nasfìssome emì
nasfìssete esi
nasfìssune cini

Trapassato
kaevò ìkha sfìssontache io avessi serrato
kaesù ìkhe(s) sfìssonta
naìkhe sfìssonta cino
naìkhamo sfìssonta emì
naìkhato sfìssonta esi
na ìkhane sfìssonta cini
Imperfetto
naèsfinga evòcheio serrassi
naèsfinghe(s) esù
naèsfinghe cino
nasfìngamo emì
nasfìngato esi
nasfìngane cini

Passato
naìme|èkho sfimmèna evò che io abbia serrato
naìse|èkhi(s) sfimmèna esù
naè(kh)i sfimmèna cino
naìmesta|èkhome sfimmèna emì
naìsesta|èkhete sfimmèna esi
naèkhune sfimmèna cini
Condizionale
Imperativo
Imperfetto
evòèsfingaioserrerei
esùèsfinghe(s)
cinoèsfinghe
emìsfìngamo
esisfìngato
cinisfìngane


Trapassato
evòìkha sfìssontaio avrei serrato
esùìkhe(s) sfìssonta
cinoìkhe sfìssontaegli avrebbe serrato
emììkhamo sfìssonta
esiìkhato sfìssonta
ciniìkhane sfìssonta
Imperativo
sfìsse esù serra tu
assfìssi
sfìngome
sfìssete
assfìssune

Gerundio
Presente
sfìngontaserrando
passato
sfìssontaavendo serrato

Participio
sfimmènoserrato

Perfetto (passato prossimo)
ime | èkho sfimmèna ho serrato

infinito
sfìssiserrare



Forma Passiva

evòime sfimmènoio sono serrato
evòìmona sfimmènoioero serrato
evòìrta sfimmènoio venni serrato
na ìme sfimmèno evòcheio sia serrato
evòìme stammèna sfimmènoiosono stato serrato
evòìkha stasònta sfimmènoioero stato serrato


Note


Nella costruzione del passivo si è usato il verbo essere (ìme), tranne che per il passato in cui è stato usato il verbo venire (èrkome). Può succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evò ìme vaftimèno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evò ìme vaftimèni = io sono battezzata (predicato nominale).
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E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarà nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha più significati verrà coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non più usati di cui non è possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: sianònno con l'opzione "media" sarà coniugato sianònnome;
oppure inserire direttamente "sianònnome".
In alcuni casi è utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata più di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "dìome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dòft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edòs-imo", ciò vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosìmo , edosi..., na dosò, ..., dosònta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epào" viene coniugato "pào".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non è indicato, si tenga presente che è abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efònasa - (e)fonàsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimèna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimèna.
- In alcuni casi vengono indicati più di un participio (es: mattemmèno - masomèno), in questi casi anche la flessione del primo termine è in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmèna - masomèna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pùru ka cìno to ìkhe meletìsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ìkhe meletìsonta cìo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce è bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: àmposo - àmpa - 'mpòse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermèo:
imperativo: ferma; participio: fermào;
latrèo:
imperativo: latra; participio: latrào.

L'infinito è usato soltanto con il verbo sozo (potere) rarissimamente con il verbo telo. Es: sozo pai, ìsoza mini, sòzonta fai = posso andare, potevo aspettare, potendo mangiare. È usato anche come sostantivo, es: to fai guaddhi o guai = il magiare toglie i guai. Negli altri casi si ricorre al congiuntivo, es: devo mangiare, vogliamo bere = enghizi oppure enna fao, telome na pìome; per andare a Lecce = na pao oppure na pame es Luppiu. Per l' infinito usato come esortazione o comando si usa l'imperativo, es: camminare, andare via! = pretìsete, apate apode!

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