Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Petti 12 Decembržu 2019

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

evÚanžoioaprisco
esýanži(s)
cinoanži
emžanžome
esianžete
cinianžune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

evÚŗnifsaioaprii
esýŗnifse(s)
cinoŗnifse
emžanžfsamo
esianžfsato
cinianžfsane

Imperfetto

evÚŗniona - enžona - anžonaioaprivo
esýŗnie(s)- enže(s) - anže(s)
cinoŗnie - enže - anže
emžanžamo
esianžato
cinianžane


Trapassato

evÚžkha anžfsontaio avevo aperto
esýžkhe(s) anžfsonta
cinožkhe anžfsontaegli ebbe aperto
emžžkhamo anžfsonta
esižkhato anžfsonta
cinižkhane anžfsonta
Modo Congiuntivo

Presente

naanžfso evÚcheio aprisca
naanžfsi(s) esý
naanžfsi cino
naanžfsome emž
naanžfsete esi
naanžfsune cini


Trapassato

kaevÚ žkha anžfsontache io avessi aperto
kaesý žkhe(s) anžfsonta
nažkhe anžfsonta cino
nažkhamo anžfsonta emž
nažkhato anžfsonta esi
na žkhane anžfsonta cini

Imperfetto


naŗniona - enžona - anžona evÚcheio aprissi
naŗnie(s)- enže(s) - anže(s) esý
naŗnie - enže - anže cino
naanžamo emž
naanžato esi
naanžane cini

Passato

nažme|Ťkho animmŤna evÚ che io abbia aperto
nažse|Ťkhi(s) animmŤna esý
naŤ(kh)i animmŤna cino
nažmesta|Ťkhome animmŤna emž
nažsesta|Ťkhete animmŤna esi
naŤkhune animmŤna cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

evÚŗniona - enžona - anžonaioaprirei
esýŗnie(s)- enže(s) - anže(s)
cinoŗnie - enže - anže
emžanžamo
esianžato
cinianžato


Trapassato

evÚžkha anžfsontaio avrei aperto
esýžkhe(s) anžfsonta
cinožkhe anžfsontaegli avrebbe aperto
emžžkhamo anžfsonta
esižkhato anžfsonta
cinižkhane anžfsonta

Presente

ŗnifo - nžfse esý aprisci tu
asanžfsi
anžome
anžfsete
asanžfsune


Gerundio
Presente
anžontaaprendo
passato
anžfsontaavendo aperto
Participio
animmŤnoaperto
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ťkho animmŤna ho aperto
infinito
anžfsiaprire
Forma Passiva

evÚime animmŤnoio sono aperto
evÚžmona animmŤnoioero aperto
evÚžrta animmŤnoio venni aperto
na žme animmŤno evÚcheio sia aperto
evÚžme stammŤna animmŤnoiosono stato aperto
evÚžkha stasÚnta animmŤnoioero stato aperto

Nella costruzione del passivo si Ť usato il verbo essere (žme), tranne che per il passato in cui Ť stato usato il verbo venire (Ťrkome). PuÚ succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evÚ žme vaftimŤno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evÚ žme vaftimŤni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note:
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarŗ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha piý significati verrŗ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non piý usati di cui non Ť possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sianÚnno" e selezionando l'opzione "media", sarŗ coniugato sianÚnnome;
oppure inserire direttamente "sianÚnnome".
In alcuni casi Ť utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata piý di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "džome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dÚft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edÚs-imo", ciÚ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosžmo , edosi..., na dosÚ, ..., dosÚnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epŗo" viene coniugato "pŗo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ť indicato, si tenga presente che Ť abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efÚnasa - (e)fonŗsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŤna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŤna.
- In alcuni casi vengono indicati piý di un participio (es: mattemmŤno - masomŤno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ť in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŤna - masomŤna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pýru ka cžno to žkhe meletžsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na žkhe meletžsonta cžo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ť bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: ŗmposo - ŗmpa - 'mpÚse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŤo:
imperativo: ferma; participio: fermŗo;
latrŤo:
imperativo: latra; participio: latrŗo.

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