Rize Grike
Coniugazione dei verbi
Tridi 14 Alonaržu 2020

Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
vedere note in calce.

Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Verbo non piý usato. Coniugato per analogia.
Modo Indicativo

Presente

evÚsullikŤo
esýsullikŤi(s)
cinosullikŤi
emžsullikŤome
esisullikŤte
cinisullikŤune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

evÚsullžkefsa
esýsullžkefse(s)
cinosullžkefse
emžsullikŤfsamo
esisullikŤfsato
cinisullikŤfsane

Imperfetto

evÚsullžkona
esýsullžke(s)
cinosullžke
emžsullikŤamo
esisullikŤato
cinisullikŤane


Trapassato

evÚžkha sullikŤfsonta
esýžkhe(s) sullikŤfsonta
cinožkhe sullikŤfsonta
emžžkhamo sullikŤfsonta
esižkhato sullikŤfsonta
cinižkhane sullikŤfsonta
Modo Congiuntivo

Presente

nasullikŤfso evÚ
nasullikŤfsi(s) esý
nasullikŤfsi cino
nasullikŤfsome emž
nasullikŤfsete esi
nasullikŤfsune cini


Trapassato

kaevÚ žkha sullikŤfsonta
kaesý žkhe(s) sullikŤfsonta
nažkhe sullikŤfsonta cino
nažkhamo sullikŤfsonta emž
nažkhato sullikŤfsonta esi
na žkhane sullikŤfsonta cini

Imperfetto


nasullžkona evÚ
nasullžke(s) esý
nasullžke cino
nasullikŤamo emž
nasullikŤato esi
nasullikŤane cini

Passato

nažme|Ťkho sullikŗ(t)a evÚ
nažse|Ťkhi(s) sullikŗ(t)a esý
naŤ(kh)i sullikŗ(t)a cino
nažmesta|Ťkhome sullikŗ(t)a emž
nažsesta|Ťkhete sullikŗ(t)a esi
naŤkhune sullikŗ(t)a cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

evÚsullžkona
esýsullžke(s)
cinosullžke
emžsullikŤamo
esisullikŤato
cinisullikŤato


Trapassato

evÚžkha sullikŤfsonta
esýžkhe(s) sullikŤfsonta
cinožkhe sullikŤfsonta
emžžkhamo sullikŤfsonta
esižkhato sullikŤfsonta
cinižkhane sullikŤfsonta

Presente

sullžkasullžkefso esý
assullikŤfsi
sullikŤome
sullikŤfsete
assullikŤfsune


Gerundio
Presente
sullikŤonta
passato
sullikŤfsonta
Participio
sullikŗ(t)o
Perfetto (passato prossimo)
ime | Ťkho sullikŗ(t)a
infinito
sullikŤfsi

Note: Sebbene al participio si potrebbe usare la forma sullikiomŤno o sullikemmŤno, la forma normalmente usata Ť sullikiŗ(t)o. Verbo che generalmente ha l'imperativo in "a": sullžka

E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarŗ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha piý significati verrŗ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non piý usati di cui non Ť possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sianÚnno" e selezionando l'opzione "media", sarŗ coniugato sianÚnnome;
oppure inserire direttamente "sianÚnnome".
In alcuni casi Ť utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata piý di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "džome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dÚft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edÚs-imo", ciÚ vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosžmo , edosi..., na dosÚ, ..., dosÚnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epŗo" viene coniugato "pŗo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non Ť indicato, si tenga presente che Ť abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efÚnasa - (e)fonŗsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimŤna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimŤna.
- In alcuni casi vengono indicati piý di un participio (es: mattemmŤno - masomŤno), in questi casi anche la flessione del primo termine Ť in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmŤna - masomŤna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: pýru ka cžno to žkhe meletžsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na žkhe meletžsonta cžo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce Ť bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: ŗmposo - ŗmpa - 'mpÚse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermŤo:
imperativo: ferma; participio: fermŗo;
latrŤo:
imperativo: latra; participio: latrŗo.

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