Indicazioni per la coniugazione dei verbi:
Vedere note in calce.
Inserire il verbo
Attiva:
Passiva:
Media:
Verbo:
Modo Indicativo

Presente

evňskalčoioabbasso
esůskalči(s)
cinoskalči
eměskalčome
esiskalčte
ciniskalčune


Aoristo (passato prossimo e remoto)

evňskŕlefsaioabbassai
esůskŕlefse(s)
cinoskŕlefse
eměskalčfsamo
esiskalčfsato
ciniskalčfsane

Imperfetto

evňskŕlona - oneioabbassavo
esůskŕle(s)
cinoskŕle
eměskalčamo
esiskalčato
ciniskalčane


Trapassato

evňěkha skalčfsontaio avevo abbassato
esůěkhe(s) skalčfsonta
cinoěkhe skalčfsontaegli ebbe abbassato
eměěkhamo skalčfsonta
esiěkhato skalčfsonta
ciniěkhane skalčfsonta
Modo Congiuntivo

Presente

naskalčfso evňcheio abbassi
naskalčfsi(s) esů
naskalčfsi cino
naskalčfsome emě
naskalčfsete esi
naskalčfsune cini


Trapassato

kaevň ěkha skalčfsontache io avessi abbassato
kaesů ěkhe(s) skalčfsonta
naěkhe skalčfsonta cino
naěkhamo skalčfsonta emě
naěkhato skalčfsonta esi
na ěkhane skalčfsonta cini

Imperfetto


naskŕlona - one evňcheio abbassassi
naskŕle(s) esů
naskŕle cino
naskalčamo emě
naskalčato esi
naskalčane cini

Passato

naěme|čkho skalŕ(t)a evň che io abbia abbassato
naěse|čkhi(s) skalŕ(t)a esů
nač(kh)i skalŕ(t)a cino
naěmesta|čkhome skalŕ(t)a emě
naěsesta|čkhete skalŕ(t)a esi
načkhune skalŕ(t)a cini
Modo Condizionale
Imperativo

Presente

evňskŕlona - oneioabbasserei
esůskŕle(s)
cinoskŕle
eměskalčamo
esiskalčato
ciniskalčato


Trapassato

evňěkha skalčfsontaio avrei abbassato
esůěkhe(s) skalčfsonta
cinoěkhe skalčfsontaegli avrebbe abbassato
eměěkhamo skalčfsonta
esiěkhato skalčfsonta
ciniěkhane skalčfsonta

Imperativo
Presente

skŕlaskŕlefso esů abbassa tu
asskalčfsi
skalčome
skalčfsete
asskalčfsune


Gerundio
Presente
skalčontaabbassando
passato
skalčfsontaavendo abbassato
Participio
skalŕ(t)oabbassato
Perfetto (passato prossimo)
ime | čkho skalŕ(t)a ho abbassato
infinito
skalčfsiabbassare
Forma Passiva

evňime skalŕ(t)oio sono abbassato
evňěmona skalŕ(t)oioero abbassato
evňěrta skalŕ(t)oio venni abbassato
na ěme skalŕ(t)o evňcheio sia abbassato
evňěme stammčna skalŕ(t)oiosono stato abbassato
evňěkha stasňnta skalŕ(t)oioero stato abbassato

Nella costruzione del passivo si č usato il verbo essere (ěme), tranne che per il passato in cui č stato usato il verbo venire (črkome). Puň succedere, quindi, che il participio possa interpretarsi come un attributo del soggetto. Le interpretazioni sono esatte in entrambi i casi. Es.: evň ěme vaftimčno = sono (vengo) battezzato (forma passiva); evň ěme vaftimčni = io sono battezzata (predicato nominale).
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Note: Sebbene al participio č possibile la forma skalomčno o skalemmčno la forma normalmente usata č skalŕ(t)o
E' possibile coniugare anche verbi non presenti nella tabella dei verbi, in questi casi la coniugazione avviene per analogia e non ci sarŕ nessuna indicazione della coniugazione in italiano.

Se il verbo ha piů significati verrŕ coniugato il primo di essi presente nella tabella dei verbi.
Le voci dei verbi poco usati o non piů usati di cui non č possibile riscontrare tutte le voci, vengono coniugati per analogia.

Coniugazione media:
Inserire il verbo e selezionare l'opzione "media", es.: inserendo "sianňnno" e selezionando l'opzione "media", sarŕ coniugato sianňnnome;
oppure inserire direttamente "sianňnnome".
In alcuni casi č utilizzabile soltanto la seconda opzione, ovvero inserire il verbo direttamente nella "forma media".

In alcuni casi nella prima persona singolare viene indicata piů di una flessione. Anche se non idicata, la flessione vale per tutte le voci verbali che si rifanno a quella costruzione, p. e.: per "děome = mi do", l'aoristo viene costruito con la forma "dňft-imo", ma nella prima persona viene indicato anche "edňs-imo", ciň vuol dire che tutte le voci verbali che si rifanno a all'aoristo ammettono come radice oltre che "doft", anche "dos": edosěmo , edosi..., na dosň, ..., dosňnta, ecc.

Se il verbo inizia con un aumento, la "e" viene tolta, es: se si inserisce "epŕo" viene coniugato "pŕo".
Tuttavia, anche se nella tabella di norma non č indicato, si tenga presente che č abbastanza frequente l'uso dell'aumento in particolare nell'imperfetto e nell'aoristo soprattutto nelle persone del singolare, es.: efňnasa - (e)fonŕsamo.

Passato prossimo (perfetto):
- in alcuni paesi si costruisce col verbo avere, es: ekho pimčna, in altri (Martano) col verbo essere, es: ime pimčna.
- In alcuni casi vengono indicati piů di un participio (es: mattemmčno - masomčno), in questi casi anche la flessione del primo termine č in "a", anche se riportata in "o".
Es: ime | ekho mattemmčna - masomčna.

Nel trapassato del congiuntivo, ma vale anche per il passato, vengono indicate due possibbili costruzioni, che non sono equivalenti, con "ka" e con "na", es: půru ka cěno to ěkhe meletěsonta... = anche se (che) lui lo avesse letto ...; na ěkhe meletěsonta cěo! = avesse letto (studiato) lui!

La seconda persona dell'imperativo termina con "o", ma se la voce č bisilabe di regola esce in "e", non di rado coesiste anche una forma in "a" con la radice del presente, es: ŕmposo - ŕmpa - 'mpňse

Nei verbi "eo", di origine italiana e a volte anche quelli grichi prevale un imperativo in "a" ed un participio in "a(t)o". Es:
fermčo:
imperativo: ferma; participio: fermŕo;
latrčo:
imperativo: latra; participio: latrŕo.

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